Attualità

Science, una delle due più importanti riviste scientifiche mondiali, ha pubblicato nel numero del 19 Marzo 2010: Vol. 327. no. 5972, p. 1439, e sul suo sito web alla pagina: http://www.sciencemag.org/cgi/content/summary/327/5972/1439

il seguente comunicato:

Hardy Cotton-Munching Pests Are Latest Blow to GM Crops Monsanto has revealed that a common insect pest has developed resistance to its flagship genetically modified (GM) product in India. Monsanto claims that the finding "is the first case of field-relevant resistance to Cry1Ac products, anywhere in the world."
(traduzione italiana:)

Parassiti del cotone molto resistenti infliggono l’ultimo colpo alle colture GM

Monsanto ha rivelato che un comune parassita del cotone ha sviluppato resistenza a quello che è considerato il fiore all’occhiello dei prodotti GM (geneticamente modificati) coltivati dal l’azienda in India (leggi: cotone Bt). Monsanto afferma che questo risultato rappresenta “il primo caso di resistenza importante sul campo a prodotti che contengono la proteina Cry1Ac, resistenza mai riscontrata a livello mondiale”.

La notizia è ripresa dalla breve comunicazione del giornalista scientifico indiano, Pallava Bagla, collaboratore di Science, nonché direttore del canale per la comunicazione scientifica dell’importante TV privata NDTV – New Delhi Television.

News of the Week – India: Hardy Cotton-Munching Pests Are Latest Blow to GM Crops By Pallava Bagla

Monsanto has revealed that a common insect pest has developed resistance to its flagship genetically modified (GM) product in India. The agricultural biotechnology leader says it “detected unusual survival” of pink bollworms that fed on cotton containing the Cry1Ac gene from the bacterium Bacillus thuringiensis, which codes for a protein that’s toxic to many insect pests. In a statement to Science, Monsanto claims that in Gujarat, large numbers of pink bollwormssupped claims that the finding from western India “is the first case of field-relevant resistance to Cry1Ac products, anywhere in the world.”

(trad italiana:)
Monsanto ha rivelato che un comune parassita del cotone ha sviluppato resistenza a quello che è considerato il fiore all’occhiello dei prodotti GM (geneticamente modificati) che l’azienda coltiva in India (leggi: cotone Bt). L’azienda leader delle biotecnologie afferma di avere rilevato “un tasso di sopravvivenza insolitamente alto" nei vermi rosa della capsula del cotone che si sono nutriti di cotone contenente il gene Cry1Ac derivato dal Bacillus thuringiensis, gene che codifica per una proteina tossica per molti parassiti del cotone. In una sua dichiarazione a Science, il responsabile Monsanto ha affermato che questo risultato, riscontrato nell’India occidentale (stato del Gujarat) rappresenta “il primo caso di resistenza importante sul campo a prodotti che contengono la proteina Cry1Ac, resistenza mai riscontrata a livello mondiale”
;Visibile in: http://beginningfarmers.org/hardy-cotton-munching-pests-are-latest-blow-to-gm-crops/

SUGLI OGM

Da anni i movimenti contadini indiani, la cui voce è stata fatta sentire a livello mondiale anche da Vandana Shiva, denunciano la non redditività del tanto sbandierato cotone Bt della Monsanto, non redditività legata anche all’insorgere di resistenze in quegli insetti che il cotone Bt avrebbe dovuto controllare.
Le mancate entrate hanno portato negli anni un altissimo numero di contadini indiani a suicidarsi, dopo essersi trovati strozzati dai debiti nei confronti di chi vendeva loro le sementi GM e i trattamenti chimici ad esse associati.

Nella sola regione di Vidarbha nello stato del Maharashtra, e solo nel 2009, si sono tolti la vita 966 contadini; 1 147 nel 2008 e 1 246 nel 2007. In tutta l’India, secondo i dati di alcuni istituzioni governative, negli ultimi anni vi sono stati quasi 200 000 casi di suicidio tra i contadini.

Lo sviluppo delle resistenze alle piante Bt era previsto fin dall’inizio. Non può essere una sorpresa per nessuno. Oggi che la stessa Monsanto è costretta a riconoscerlo, vedremo se tanti paladini anche nostrani degli OGM avranno ancora la spudoratezza di dire che queste colture sono utili.

Per approfondire il tema dell’inquinamento da OGM, un articolo (che ho scritto un po’ di tempo fa ed è sempre valido, come tutto ciò che la ricerca pubblica è riuscita – fra mille difficoltà - a mettere in luce sugli OGM fin dall’inizio) parla del caso delle varietà indigene di mais messicano, inquinate dal transgenico. E" visibile nel sito de La Biolca (pieno di notizie e iniziative interessanti).

http://www.labiolca.it/Il-caso-del-mais-messicano.html


Per una rassegna, anche questa sempre valida, dei rischi identificati fin dall’inizio negli OGM, un importante articolo dell’ISP (Independent Scientists Panel) da me tradotto si può vedere sempre nel sito de La Biolca.
Nello specifico questo articolo, tutto basato su dati scientifici, mette a confronto i rischi degli OGM e i vantaggi dell’agricoltura sostenibile. Una lettura necessaria per avere le idee più chiare e orientarsi tra le mille bugie che continuamente ci vengono raccontate.
http://www.labiolca.it/Relazione-finale-sugli-OGM.html

Un’altra rassegna di dati sperimentali e dei raggiri, scientifici e non, che sono stati usati per imporre gli OGM, aggirando i problemi e tacitando le voci scomode (vedi, fra l’altro, tutta la questione della sostanziale equivalenza e il caso davvero vergognoso del “silenziamento” di uno scienziato scomodo: Arpad Pusztai) in un articolo nel sito di Peacelink: http://www.peacelink.it/ecologia/a/10871.html