Le nuove frontiere della biologia ovvero le nuove eresie



Prima ti ignorano.
Poi ti deridono.
Poi ti combattono.
E alla fine tu vinci.
Mahatma Gandhi


Per celebrare i suoi 50 anni, l’Ordine Nazionale dei Biologi ha organizzato il 2 marzo a Roma un convegno internazionale dal titolo “Nuove Frontiere della Biologia”. Il convegno è stato bollato dai media (p. e. La7 e La Repubblica-Salute del 5 febbraio) come un “convegno no vax”, un’etichetta che ormai porta con sé il senso sottinteso di “negazionisti della scienza”. Ma perché tanto accanimento contro un convegno scientifico?
Ecco un succinto panorama dei temi affrontati nel convegno: inquinamento e suo impatto sulla salute, nuove proprietà dell’acqua, campi elettromagnetici a bassissima frequenza e loro effetti sui sistemi viventi, metagenomica, microbioma, nanoparticelle e biologia teoretica. Ognuno di questi temi sta cambiando la prospettiva con cui si considera il vivente. Chi indaga alle frontiere della scienza si muove su un terreno dove non esistono certezze né regole ben definite, sulle quali vi sia già un consenso generale. Così questi territori di frontiera sono spesso il luogo d’indagine di scienziati “eretici”, che nell’esplorare con mente libera e nel cercare di portare alla luce ciò che è ancora ignoto, arrivano molto spesso a mettere in discussione i canoni dell’ortodossia. Per questo ì grandi apparati tecnologici, economici e sociali che sull’ortodossia scientifica si sostengono, e che organizzano il nostro modo di vivere e di sfruttare il vivente, combattono così duramente e cercano di zittire ogni voce fuori dal coro, libera. Per esigenze di brevità qui prenderò in considerazione solo un paio di quei temi, scelti perché rivestono per me un interesse particolare, ma ognuna di queste ricerche apre a nuove visioni della realtà spazi enormi.

Luc Montagnier, vincitore di un premio Nobel per la sua scoperta del virus HIV; Morando Soffritti, medico e ricercatore e oggi Presidente Onorario dell’istituto di ricerca indipendente Ramazzini (che negli anni ha dimostrato la cancerogenicità – fra gli altri - del benzene, dell’aspartame, delle radiazioni da telefonia mobile, e oggi sta sperimentando per verificare quella del glifosato) e Antonietta Gatti, coordinatrice internazionale di progetti europei sulle patologie da nanoparticelle, hanno illustrato, partendo dai risultati delle proprie ricerche, l’influenza esercitata sulla nostra salute dagli inquinanti ambientali, che sono anche tra i più impattanti “segnali” provenienti dall’ambiente esterno diretti al DNA. Oggi è sempre più evidente che gli inquinanti interagiscono con le componenti cellulari e arrivano persino a influenzare il funzionamento del DNA, stravolgendo l’attività dei geni e indirizzandola verso la malattia. La visione che ha dominato per decenni, secondo cui il DNA è l’unico determinante della vita e attraverso il controllo assoluto dei geni comanda tutto ciò che vive e che noi siamo, si è rivelata falsa più e più volte e dovrebbe già essere definitivamente decaduta. Eppure continua a essere la visione dominante in base alla quale si giustificano tutti i tentativi di intervenire sul DNA, cercando unicamente nella modificazione della sua sequenza la soluzione ai problemi, per esempio alle malattie. Come le nuove scoperte rivelano sempre più chiaramente, si tratta di una “soluzione” dalla vista e dalle gambe corte. E tuttavia perdura sfidando ogni approccio veramente scientifico, perché su di essa si regge l’intero apparato del biotech, con tutto quello che ciò comporta nella medicina come nella farmaceutica e nell’agrochimica.


Molto importante anche il richiamo di Montagnier a tener fede al principio etico che la salute delle persone deve venire prima di qualsiasi considerazione di tipo economico, e ad attenersi al principio di precauzione. Se si vuole fare vera scienza, occorre prendere in considerazione anche i fatti negativi che contraddicono le teorie correnti, e non limitarsi a quelli che le confermano. Per quanto riguarda i vaccini, Antonietta Gatti ha mostrato, fra le numerose immagini di nanoparticelle in tessuti umani ottenute con tecniche particolari di microscopia elettronica, anche quelle relative a due vaccini: in uno erano presenti nanoparticelle di fosfato di alluminio e in un altro nanoparticelle di tungsteno, metalli pesanti e tossici. Luc Montagnier ha affermato che occorre valutare i vaccini non solo rispetto alla loro efficacia ma anche rispetto alla sicurezza, e che i dati epidemiologici a disposizione inducono a forti cautele nel somministrare vaccini multipli a bambini al di sotto di 1 anno di età.

Un altro dei temi al centro di questo importante convegno sono state le più recenti ricerche riguardo alle proprietà fisiche dell’acqua e al modo in cui sono influenzate dai campi elettromagnetici a bassissima frequenza. Alla base di queste nuove scoperte vi sono le più recenti acquisizioni della fisica quantistica, illustrate al convegno da uno dei massimi esponenti di questo campo, il prof. Livio Giuliani. L’acqua costituisce più del 90% del corpo di qualsiasi organismo, ma solo verso la fine degli anni ‘80 due fisici italiani prematuramente scomparsi, Giuliano Preparata ed Emilio del Giudice, svilupparono una teoria capace di spiegare in base ai principi della fisica quantistica le proprietà speciali dell’acqua e le sue funzioni biologiche. Quelle teorie sono state più volte dimostrate corrette e oggi sappiamo che la parte organizzata (coerente) dell’acqua è in grado di immagazzinare energia e di cederla all’acqua non organizzata, generando i flussi di energia che sostengono le funzioni biochimiche = vitali della cellula. Giuliani ha citato un lavoro di Montagnier in cui si dimostra che il DNA si comporta come un’antenna che emette e riceve campi elettromagnetici a bassissima frequenza. E’ stato inoltre dimostrato che questo genere di campi è in grado di influenzare la “maturazione” delle cellule in tipi cellulari differenti, lo sviluppo dei tumori e l’attività di colonie di batteri.

E’ bellissima la nuova complessità della materia vivente che emerge da queste ricerche, e per quanto resti ancora tanto da scoprire, è già evidente che il modo meccanico e riduttivo in cui abbiamo finora spiegato i processi vitali della cellula e le sue interazioni con l’ambiente deve andare incontro a una vera rivoluzione. A chi contestava l’omeopatia affermando che nei suoi preparati non ci sono principi attivi ma solo “acqua fresca”, Del Giudice amava rispondere con una delle sue stupende battute fulminanti, cariche di significato: “Sì, ma sappiamo che cos’è l’acqua fresca?” No non lo sappiamo, ma stiamo iniziando a scoprirlo grazie al suo lavoro e al coraggio di coloro che stanno portando avanti queste nuove idee, nonostante tutti gli ostacoli e gli attacchi a cui sono sottoposti. E allora benvenuti questi “eretici”, a loro va tutto il nostro sostegno, sentendoci fiduciosi che insieme riusciremo a realizzare le parole di Gandhi: il potere prima deriderà le nuove idee, poi le attaccherà, ma alla fine sarà la loro verità a vincere.
Daniela Conti

PS. Chi fosse interessato ai video degli interventi al convegno ONB può trovarli nel sito:
http://www.onb.it/2018/03/04/convegno-dellordine-dei-biologi-video-delle-relazioni/