23giugno

Le nuove frontiere della biologia, ovvero le nuove eresie

Nel numero di maggio 2018 della rivista Biolcalenda è apparso l’editoriale “Le nuove frontiere della biologia, ovvero le nuove eresie”, dedicato al convegno internazionale organizzato in marzo dall’Ordine Nazionale dei Biologi.
Questo incontro è stato bollato dai media (p. e. La7 e La Repubblica-Salute) come un “convegno no vax”, un’etichetta che ormai porta con sé un sottinteso senso di “negazionisti della scienza”. Ma perché tanto accanimento contro un convegno scientifico?
Puoi leggere il testo completo QUI
17aprile

Presentazione del convegno "Appennino che vorrei"

Il 25 marzo scorso la Consulta dell’Agricoltura di Marzabotto (BO) ha organizzato al teatro comunale un convegno dal titolo “Appennino che vorrei: soluzioni possibili”. Qui tutti gli interventi della giornata:
https://www.facebook.com/appenninochevorrei/

L’incontro si proponeva di dare la parola ai cittadini per affrontare i tanti problemi dell’Appennino bolognese e proporre possibili soluzioni. I numerosi relatori (più di una trentina) avevano a disposizione 5 minuti per esporre nel loro intervento il tema prescelto e le soluzioni individuate. Nella pagina Facebook dell’evento sono visibili i video dei singoli interventi.

L’argomento da me trattato erano l danni causati alla salute dell’ambiente e umana dall’agricoltura industriale basata sulla chimica. La soluzione sta in un’agricoltura che favorisce la fertilità e la vitalità del suolo e, attraverso il cibo più sano, anche la nostra. Qui sotto è possibile vedere il video del mio intervento.

LEGGI LA VERSIONE ESTESA DI QUESTO INTERVENTO, CON APPROFONDIMENTI, DATI E BIBLIOGRAFIA SUGLI EFFETTI DEL GLIFOSATO SUL MICROBIOMA UMANO E AMBIENTALE

Nel video che segue il biologo GIUSTO GIOVANNETTI illustra al Senato l'importanza del microbiota per la fertilità del suolo e per la salute umana

 

31luglio

Le due facce di Crispr-Cas: tra ricerca e biotecnocrazia

Di Daniela Conti


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Il sistema CRISPR-Cas, il nuovo strumento per l’editing genomico, apre la possibilità di intervenire sul DNA con una precisione molto maggiore rispetto alle tecniche di ingegneria genetica precedenti, con le quali sono stati prodotti gli OGM oggi diffusi. Una precisione “molto maggiore”, ma non ancora sufficiente, a detta degli scienziati, impegnati in continui sforzi per migliorarla. E tuttavia, fin dal suo apparire, il nuovo strumento ha dato il la a un’ondata di commenti acriticamente entusiasti.


Il sistema CRISPR-Cas, il nuovo strumento per l’editing genomico, apre la possibilità di intervenire sul DNA con una precisione molto maggiore rispetto alle tecniche di ingegneria genetica precedenti, con le quali sono stati prodotti gli OGM oggi diffusi. Una precisione “molto maggiore”, ma non ancora sufficiente, a detta degli scienziati, impegnati in continui sforzi per migliorarla. E tuttavia, fin dal suo apparire, il nuovo strumento ha dato il la a un’ondata di commenti acriticamente entusiasti.

La nuova tecnica di editing viene solo magnificata, tutti gli aspetti di imprecisione e incertezza sono tenuti in secondo piano, o addirittura ignorati. Ancora una volta, come è già accaduto con la tecnica per produrre gli attuali OGM, si confondono i piani: tutto è “scienza”, non si distingue tra ricerca e applicazione commerciale, oscurando così il legame troppo spesso causale tra obbiettivi dello sviluppo tecnologico e potere economico.

I centri di quella che nell’articolo chiamo la BIOTECNOCRAZIA oggi imperante stanno facendo passare senza alcuna specifica regolamentazione i nuovi prodotti di queste tecniche (p. e. microbi ingegnerizzati per la biosintesi di prodotti commercialmente utili, e alterazioni irreversibili dei meccanismi della trasmissione ereditaria negli animali e magari un domani nell’uomo), e senza l’obbligo di ricerche approfondite sui loro potenziali effetti negativi e di lungo periodo. Nonostante le pesanti lezioni che si dovrebbero trarre dagli OGM già in uso, ci si continua a muovere sul terreno delicatissimo della modifica degli organismi viventi sotto la spinta del “profitto first”, ignorando ogni richiamo alla cautela proveniente da molti ambienti scientifici e anche da gruppi attivamente impegnati in questo tipo di ricerca, tra gli altri e non ultima la stessa scopritrice del sistema CRISPR-Cas, Jennifer Doudna.
Non sappiamo nulla di come cambiano nel complesso i processi metabolici dei microbi ingegnerizzati con questa tecnica di editing, ma ciò non importa: con un’operazione tutta propagandistica e ideologica, sono dati SICURI “per definizione” in quanto si pretende che derivino da processi di cisgenesi, cioè senza l’introduzione di DNA estraneo.

Non c’è niente di più scientificamente scorretto di questa affermazione. Ma poiché i loro “circuiti metabolici” ricostruiti con l’editing (usando geni della più varia provenienza) portano alla formazione dei prodotti desiderati mediante processi di fermentazione, negli USA vengono già venduti come “prodotti naturali“. Trattandosi il più delle volte di integratori, ingredienti per cibi e bevande, oli usati nell’industria alimentare e cosmetica, farmaci e biocombustibili, si sta avanzando senza alcuna cautela verso l’immissione massiccia nella catena alimentare e nell’ambiente di sostanze su cui si hanno ben poche certezze, tranne che portano grandi profitti alle industrie coinvolte.

Nella sua avanzata, insofferente a regole e limiti, verso la generale ingegnerizzazione dei viventi, la biotecnocrazia trascura accuratamente di tenere conto di quanto emerge sempre più chiaro dalle ricerche scientifiche: che il DNA è eterodiretto, cioè è regolato dalle influenze ambientali; che la vita di ogni singolo organismo dipende dall’equilibrio tra le complesse interazioni entro l’intera rete dei geni; che nessun sistema genetico è mai perfettamente isolato: lo scambio genico orizzontale anche tra specie lontanissime è un aspetto normale del rapporto tra i viventi.

“Tutto scorre” nel mondo vivente, e proprio grazie a queste reti di interscambi gli esseri mantengono e amplificano la capacità di adattarsi e di evolvere. Nelle loro ricostruzioni da “meccano” dei circuiti metabolici, gli ingegneri genetici ignorano tutto ciò che sta intorno al DNA, la fondamentale dimensione tempo e il continuo mutare degli organismi nel corso delle reciproche interazioni. Credono ancora! nell’onnipotenza della doppia elica e nella fissità, tutta prevedibile, della “macchina” modificata. Cioè gli ingegneri biotecnocrati vivono nell’illusione del controllo e cercano di alimentarla in un pubblico desideroso di certezze. Ma l’unica certezza scientifica che abbiamo è che la vita è un flusso continuo di cambiamento, che non potremo MAI controllare né prevedere.
A meno di distruggerla.

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